Finanziamenti a fondo perduto per nuove imprese nel 2026

Nel 2026 i finanziamenti a fondo perduto per chi apre una nuova impresa esistono ancora, ma sono meno di quanto si legge in giro e quasi sempre legati a requisiti precisi: età, territorio, condizione lavorativa, settore. Le due misure nazionali più generose sono Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, riservate agli under 35 senza lavoro o con redditi molto bassi. Per l’agricoltura c’è Ismea, per le startup innovative Smart&Start.

La notizia che molti non conoscono: dal 1° luglio 2026 la misura ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero non concede più la quota a fondo perduto alle nuove domande. In questa guida vediamo chi può chiedere cosa, quanto si ottiene davvero e perché anche un contributo del 75% non sostituisce un business plan solido.

Giovane imprenditrice prepara al computer la domanda per un finanziamento a fondo perduto
Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels

In breve

  • Resto al Sud 2.0 (8 regioni del Mezzogiorno): voucher fino a 40.000 euro oppure contributo del 75% su investimenti fino a 120.000 euro.
  • Autoimpiego Centro-Nord (12 regioni): stesso schema, con voucher fino a 30.000 euro e contributo del 65%.
  • ON – Nuove imprese a tasso zero: dal 1° luglio 2026 solo finanziamento agevolato, niente fondo perduto.
  • Agricoltura esclusa dalle misure per l’autoimpiego: per chi coltiva o alleva il riferimento è Ismea.
  • Il fondo perduto non copre tutto: IVA, quota a tuo carico, tempi di istruttoria e costi di gestione restano da finanziare.

Cosa significa davvero fondo perduto

Un contributo a fondo perduto è una somma che non va restituita, a condizione di rispettare le regole del bando: spendere per le voci ammesse, entro i tempi previsti, documentare ogni fattura e mantenere l’attività per il periodo richiesto. Se una di queste condizioni salta, il contributo può essere revocato e chiesto indietro.

Quasi tutte le misure per le nuove imprese rientrano nel regime de minimis, cioè nel tetto di aiuti pubblici che una stessa impresa può ricevere in tre esercizi (dal 2024 è di 300.000 euro). Per una piccola attività il limite raramente è un problema, ma va dichiarato in domanda e conta se hai già ricevuto altri aiuti.

75%fondo perduto massimo di Resto al Sud 2.0 su investimenti fino a 120.000 euroFonte: Invitalia, 2026
356,4 mlndotazione di Resto al Sud 2.0 per le otto regioni del SudFonte: Invitalia
116 mlneuro già erogati tra Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego al 1° agosto 2026Fonte: Il Sole 24 Ore, 2026
0%quota a fondo perduto di ON per le domande dal 1° luglio 2026Fonte: Invitalia, 2026

Resto al Sud 2.0: la misura più generosa

Nata dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024) e gestita da Invitalia, Resto al Sud 2.0 finanzia nuove attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Può chiederla chi ha tra 18 anni compiuti e 35 non compiuti ed è inattivo, inoccupato o disoccupato, oppure disoccupato del programma GOL, oppure lavoratore con redditi talmente bassi da non pagare Irpef (i cosiddetti working poor).

Le agevolazioni sono alternative: un voucher fino a 40.000 euro che copre il 100% delle spese (50.000 euro se almeno il 20% riguarda beni digitali, innovativi o per la sostenibilità), oppure un contributo del 75% per programmi fino a 120.000 euro e del 70% per programmi tra 120.000 e 200.000 euro. A questo si aggiunge un servizio di tutoraggio. Le domande sono esaminate in ordine di arrivo, entro 90 giorni, finché ci sono risorse.

Autoimpiego Centro-Nord: lo stesso schema, percentuali più basse

Per chi vive in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche c’è Autoimpiego Centro-Nord, con gli stessi requisiti soggettivi. Cambiano gli importi: voucher fino a 30.000 euro (40.000 con la maggiorazione), oppure contributo del 65% fino a 120.000 euro di investimento e del 60% tra 120.000 e 200.000 euro.

Attenzione

Entrambe le misure richiedono che l’attività sia già avviata formalmente (partita IVA o società) nel mese precedente la domanda, ma ancora inattiva. E sono escluse la produzione agricola primaria, la pesca e l’acquacoltura: chi vuole coltivare zafferano o allevare galline deve guardare altrove. Requisiti e modulistica cambiano: verifica sempre sul sito di Invitalia prima di muoverti.

ON – Nuove imprese a tasso zero: cosa è cambiato

ON era la misura di riferimento per under 35 e donne di qualsiasi età che avviano o hanno avviato da non più di cinque anni una micro o piccola impresa. Fino al 30 giugno 2026 univa un finanziamento a tasso zero e una quota a fondo perduto. Con l’avviso di Invitalia, per le domande presentate dal 1° luglio le risorse per il fondo perduto risultano esaurite: resta il finanziamento agevolato a tasso zero, che può coprire fino al 90% delle spese ed è da restituire in dieci anni.

Un prestito senza interessi resta utile, ma tutto il capitale va restituito e la rata pesa nel piano come quella di un mutuo.

Startup innovative e agricoltura

Smart&Start Italia

Riservata alle startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro imprese, finanzia piani tra 100.000 e 1,5 milioni di euro con un mutuo a tasso zero. Nelle regioni del Mezzogiorno il 30% del finanziamento non va restituito. Non è pensata per un bar o un negozio: serve un progetto con un reale contenuto tecnologico.

Ismea Più Impresa

Per l’agricoltura la misura nazionale di riferimento è Più Impresa di Ismea, per giovani tra 18 e 41 anni non compiuti e per le donne: fondo perduto fino al 35% e mutuo a tasso zero fino al 60%, su investimenti fino a 1,5 milioni. Attenzione però: si rivolge a chi subentra in un’azienda agricola attiva da almeno due anni o a chi amplia la propria, e il mutuo va garantito al 100%. Lo sportello più recente si è chiuso a febbraio 2026. Accanto a Ismea ci sono i premi di primo insediamento dei piani regionali di sviluppo rurale, con importi che cambiano da regione a regione. Chi valuta una coltura come la lavanda trova nel kit per avviare una coltivazione di lavanda un business plan Excel precompilato e informazioni su finanziamenti e bandi.

Il business plan in numeri: lo stesso progetto con tre strumenti diversi

Prendiamo un progetto da 100.000 euro di spese ammissibili, per esempio l’avvio di un piccolo locale o di un’attività di servizi con attrezzature e lavori. Vediamo quanto pesa sulle tue tasche con ciascuno strumento. Le cifre sono indicative e presuppongono che tutte le spese siano ammesse, cosa che nella realtà succede di rado.

StrumentoFondo perdutoDa restituireA tuo carico (più IVA)
Resto al Sud 2.0 (Sud, under 35)75.000 €0 €25.000 €
Autoimpiego Centro-Nord (under 35)65.000 €0 €35.000 €
ON, domande dal 1° luglio 20260 €fino a 90.000 € in 10 anni, tasso zero10.000 €
Solo banca (scenario prudente: domanda respinta o fondi esauriti)0 €100.000 € più interessirata di circa 1.460 € al mese per 7 anni (tasso ipotetico del 6%)

Lo scenario favorevole è la prima riga: domanda ammessa, contributo del 75%, 25.000 euro di mezzi propri. Ma un business plan onesto deve reggere anche nell’ultima riga, perché le domande possono essere respinte e gli sportelli chiudere prima del previsto, come è successo alla quota a fondo perduto di ON. In più, di norma l’IVA non è agevolata: su 100.000 euro di acquisti significa anticipare circa 22.000 euro, che rientrano solo nel tempo attraverso le liquidazioni IVA.

Soprattutto, il contributo riduce l’investimento ma non tocca i costi fissi: affitto, personale, utenze e il tuo compenso vanno coperti con gli incassi dal primo mese. Se un’attività non sta in piedi senza contributo, con il contributo perde solo più lentamente. Il metodo per verificarlo è quello della nostra guida su come fare un business plan, partendo da un calcolo realistico dell’investimento iniziale.

I costi e i vincoli che nessuno ti dice

  • La quota a tuo carico. Anche con il 75% resta un 25% da versare, e va dimostrato di averlo.
  • L’IVA sugli acquisti. Di norma esclusa dalle spese agevolate: va anticipata di tasca propria.
  • I tempi. Istruttoria fino a 90 giorni, poi spese da sostenere e rendicontare entro scadenze precise: mesi in cui paghi l’affitto senza incassare.
  • Le spese non ammesse. Capitale circolante, stipendio del titolare, parte dei lavori edili: ogni bando ha i suoi limiti.
  • La consulenza. Chi ti prepara la domanda si fa pagare, a volte in percentuale sul contributo: chiedi sempre un preventivo scritto.
  • Il mantenimento. Chiudere o cambiare attività prima del periodo previsto dal bando può costare la restituzione del contributo.

Se invece hai un budget più contenuto e non rientri nei requisiti, ci sono attività che partono con poco capitale: le abbiamo raccolte nell’articolo sulle attività da aprire con 10.000 euro. Per chi punta al voucher, ad esempio, un’impresa di pulizie ha investimenti bassi e il kit per aprire un’impresa di pulizie include un business plan Excel precompilato con calcoli automatici; chi pensa al turismo trova nel kit per aprire un B&B, un affittacamere o una casa vacanza anche informazioni aggiornate su finanziamenti e bandi a fondo perduto.

Domande frequenti

Posso avere un finanziamento a fondo perduto senza requisiti di età?

Le misure nazionali più generose per l’avvio sono riservate agli under 35 in condizioni lavorative precise, o a donne e giovani come nel caso di ON, che però oggi è solo un prestito a tasso zero. Chi ha più di 35 anni deve guardare soprattutto ai bandi regionali, delle Camere di commercio e dei GAL, che escono con finestre brevi: conviene controllare periodicamente i siti della propria Regione.

Se ho già un lavoro dipendente posso chiedere Resto al Sud 2.0?

In generale no: servono lo stato di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oppure un reddito così basso da rientrare tra i working poor secondo la definizione della misura. La verifica va fatta sui requisiti ufficiali Invitalia prima di presentare la domanda.

Il fondo perduto viene pagato subito?

No. L’erogazione avviene a fronte delle spese sostenute e documentate, anche per stati di avanzamento, e con procedure di conto dedicato o vincolato. Per questo serve comunque liquidità per partire.

Posso usare Resto al Sud 2.0 per un’azienda agricola?

No, la produzione agricola primaria è esclusa, così come pesca e acquacoltura. Per chi entra in agricoltura il riferimento sono le misure Ismea e i premi di insediamento dei programmi regionali.

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Ogni kit Creaimpresa è dedicato a un’attività specifica e unisce una guida operativa, un business plan Excel precompilato e l’accesso all’intelligenza artificiale Creaimpresa, utile anche per orientarsi tra bandi e finanziamenti. Sono il punto di partenza per preparare i numeri da allegare alla domanda.

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