Quanto costa aprire un bar nel 2026

Aprire da zero un piccolo bar di 50-70 metri quadrati costa in genere tra 60.000 e 150.000 euro, riserva di liquidità compresa. La forbice è ampia perché dipende soprattutto da due voci: i lavori necessari sul locale e il livello di arredi e attrezzature. Rilevare un bar già avviato può costare meno in lavori, ma si paga l’avviamento.

Il costo di apertura però è solo metà della domanda. L’altra metà è quanto devi incassare ogni giorno per rientrare, in un settore dove nel 2025 hanno chiuso molti più bar di quanti ne abbiano aperti. Vediamo le voci di spesa una per una e poi un esempio di conti con scenario prudente e favorevole.

Bancone di un bar con macchina per espresso professionale e ingredienti pronti per il servizio
Foto: SHOX ART / Pexels

In breve

  • Investimento tipico per un bar di quartiere aperto da zero: 60.000-150.000 euro, compresi 3 mesi di costi fissi di riserva.
  • Requisito professionale obbligatorio: corso SAB, esperienza documentata o diploma alberghiero.
  • Il caffè da solo non regge: con un espresso a 1,23 euro di media servono molti scontrini per coprire i costi.
  • Nel nostro esempio prudente il pareggio arriva a circa 120 scontrini al giorno.
  • Costi nascosti: vincoli dei fornitori di caffè, dehors, contributi INPS minimi, energia.

Il contesto: più chiusure che aperture

Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe-Confcommercio, nel 2025 hanno cessato l’attività 10.529 bar a fronte di 3.950 nuove aperture. Lo stesso Ufficio Studi Fipe, intervistato da Open, precisa che non tutte sono chiusure vere: molti locali hanno cambiato formula, aggiungendo cucina, pranzi e aperitivi. Il messaggio per chi parte oggi è chiaro: il bar solo caffè e cornetto fatica, quello che lavora su più momenti della giornata ha più margini di manovra.

10.529bar che hanno cessato l’attività nel 2025, contro 3.950 apertureFonte: Fipe-Confcommercio, Rapporto Ristorazione 2026
1,23 €prezzo medio di un caffè al banco in ItaliaFonte: Fipe-Confcommercio, 2026
4.611 €contributi INPS minimi annui di un commerciante, anche senza utiliFonte: INPS, circolare 14/2026
450-600 €costo indicativo del corso SAB per somministrare alimenti e bevandeFonte: stime di mercato, 2026

Le voci di spesa per aprire un bar

Questa è una stima per un bar di circa 60 metri quadrati aperto in un locale commerciale già agibile, senza cucina. Le cifre sono indicative: un preventivo di un impiantista o di un arredatore nella tua zona vale più di qualunque media.

VoceDaA
Lavori e impianti (elettrico, idraulico, bagno accessibile, finiture)15.000 €40.000 €
Bancone e arredi10.000 €25.000 €
Macchina per espresso e macinadosatori5.000 €15.000 €
Frigoriferi, lavastoviglie, vetrine, fabbricatore di ghiaccio6.000 €15.000 €
Cassa, POS e software1.000 €3.000 €
Pratiche, tecnici, HACCP e corso SAB2.000 €5.000 €
Deposito cauzionale dell’affitto3.000 €9.000 €
Scorte iniziali e comunicazione di apertura4.000 €8.000 €
Riserva di liquidità (3 mesi di costi fissi)15.000 €30.000 €
Totale61.000 €150.000 €

La riserva di liquidità non è un lusso: nei primi mesi gli incassi sono sotto regime mentre affitto, stipendi e utenze si pagano per intero. Se il locale richiede lavori pesanti o il cambio di destinazione d’uso, i costi e soprattutto i tempi salgono. Nella guida su cosa aprire in un locale commerciale spieghiamo come valutare metri, zona e stato dell’immobile prima di firmare.

Permessi e requisiti: cosa serve davvero

Per aprire un bar servono i requisiti morali e un requisito professionale, previsti dal decreto legislativo 59/2010: un corso regionale per la somministrazione (il cosiddetto SAB), oppure almeno due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un diploma alberghiero o equivalente. Poi, di norma, si presenta una SCIA al SUAP del Comune insieme alla notifica sanitaria, e si predispone il piano di autocontrollo HACCP.

Attenzione

In alcune zone, soprattutto nei centri storici delle città d’arte, i Comuni limitano le nuove aperture di attività di somministrazione o impongono requisiti aggiuntivi. Prima di firmare un contratto d’affitto chiedi al SUAP se il locale può ospitare un bar e con quale procedura: un locale non idoneo è l’errore più costoso, perché si scopre quando l’affitto corre già.

A queste pratiche si aggiungono, a seconda dei casi, l’autorizzazione per l’insegna, la concessione del suolo pubblico per il dehors, i diritti SIAE se trasmetti musica e la valutazione di impatto acustico richiesta da molti Comuni.

Aprire da zero o rilevare un bar esistente?

Rilevare un bar avviato fa risparmiare su lavori e arredi e permette di incassare dal primo giorno. In cambio si paga l’avviamento, il cui valore dipende da incassi documentati, contratto d’affitto e posizione. Prima di comprare chiedi i corrispettivi degli ultimi anni, verifica che gli impianti siano a norma e che il contratto d’affitto abbia una durata residua sufficiente: un avviamento pagato caro su un affitto in scadenza è un rischio enorme.

Il business plan in numeri: un bar di quartiere da 90.000 euro

Ipotizziamo un bar di 60 metri quadrati in zona residenziale, aperto sei giorni su sette, con un investimento iniziale di 90.000 euro, un affitto di 1.800 euro al mese e il titolare sempre al banco. Nello scenario favorevole il locale lavora anche su pranzi veloci e aperitivi e assume un secondo dipendente. Dati indicativi, da sostituire con i tuoi.

VoceScenario prudenteScenario favorevole
Scontrini al giorno160230
Scontrino medio3,40 €3,90 €
Giorni di apertura300310
Ricavi annui163.200 €278.070 €
Costo della merce53.900 € (33%)89.000 € (32%)
Costi fissi: affitto, personale, utenze, consulenze, assicurazioni, ammortamenti82.000 € (1 dipendente)112.000 € (2 dipendenti)
Risultato prima di imposte e contributi del titolare27.300 €77.100 €

Nello scenario prudente il punto di pareggio è intorno a 122.000 euro di ricavi, cioè circa 120 scontrini al giorno solo per coprire i costi. I 27.300 euro che restano sono, di fatto, lo stipendio lordo del titolare per un lavoro dall’alba alla sera: ne vanno tolti almeno i contributi INPS e le imposte. Con ricavi sopra gli 85.000 euro, inoltre, il regime forfettario non è applicabile.

Lo scenario favorevole mostra perché molti bar puntano su più occasioni di consumo: lo scontrino medio pesa quanto il numero di clienti. Il metodo completo per costruire questi conti è nella guida su come fare un business plan. Se vuoi partire da un modello già impostato, il kit per aprire un bar include una guida di circa 200 pagine e un business plan Excel precompilato, entrambi in due versioni, bar e tapas bar.

I costi nascosti di un bar

  • Il comodato della macchina del caffè. Molte torrefazioni la danno gratis in cambio di un acquisto minimo di caffè a prezzo fisso: leggi bene durata, quantità e penali.
  • I contributi INPS del titolare. Oltre 4.600 euro l’anno di minimo nel 2026, dovuti anche se il bar non guadagna.
  • Energia. Macchina del caffè, frigoriferi e vetrine accesi tutto il giorno: le bollette di un bar sono tra le voci più volatili.
  • Dehors e insegna. Il suolo pubblico si paga al Comune, spesso con canoni che cambiano da via a via.
  • Ferie e sostituzioni. Se il titolare si ferma, qualcuno va pagato per sostituirlo, oppure il bar chiude.
  • Manutenzione. Guasti a macchina del caffè e impianti frigo arrivano sempre nel momento peggiore.

Chi ha tra 18 e 35 anni e i requisiti previsti può valutare le agevolazioni per l’autoimpiego: le abbiamo riassunte nella guida ai finanziamenti a fondo perduto per nuove imprese nel 2026.

Domande frequenti

Quanto costa la licenza per aprire un bar?

Nella maggior parte dei Comuni non si compra una licenza: si presenta una SCIA, con diritti di segreteria e il costo del tecnico che prepara la pratica. Nelle zone dove le nuove aperture sono limitate, invece, l’unica strada può essere rilevare un’attività esistente, e lì il prezzo lo fa il mercato.

Posso aprire un bar senza il corso SAB?

Sì, se hai almeno due anni di esperienza documentata nel settore negli ultimi cinque o un diploma alberghiero o equivalente. Se nessuno dei soci ha il requisito, si può nominare un preposto che lo possiede.

Quanto guadagna il titolare di un bar?

Dipende da posizione, formula e costi. Nel nostro esempio prudente restano circa 27.000 euro lordi l’anno prima di imposte e contributi, con orari lunghi; nello scenario favorevole molto di più, ma con due dipendenti e un lavoro su più fasce orarie.

In quanto tempo si apre un bar?

Se il locale è già a norma bastano un paio di mesi; con lavori importanti o pratiche lente si può arrivare a cinque o sei. Ogni mese di ritardo è un mese di affitto senza incassi: mettilo nel piano.

Vuoi fare i conti sul serio?

Il kit Creaimpresa per aprire un bar comprende una guida specifica di circa 200 pagine, un business plan Excel a più pagine precompilato con compilazione guidata, entrambi nelle versioni bar e tapas bar, e l’accesso all’intelligenza artificiale Creaimpresa per adattare i numeri al tuo locale.

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